Come per tutta la sua vita, anche quel giorno si sedette su una panchina, si tolse il cappello e, respirando profondamente, sentì l'aria tiepida ed un fresco profumo primaverile portato dalla brezza. Dopo aver controllato che il cappello fosse ben appoggiato alla rovescia, pose sopra il solito cartello tutto sbiadito: "Sono non vedente, aiutatemi per favore".
Passò di li per caso , nella tarda mattinata, un giovane e notò che nel cappello c'erano pochi spiccioli. Ve ne aggiunse altri e poi prese il cartello, lo rigirò, scrisse un'altra frase e lo rimise al suo posto. Nel tardo pomeriggo, curioso, ripassò e notò che il cappello era pieno di monete e banconote e, riconosciuto dal passo, si sentì chiedere cosa avesse scritto sul cartello, "E' primavera... ed io non la posso vedere", rispose allontanandosi con un sorriso.
A chi merita di vedere la primavera anche se a volte è dura, a chi vorremmo veder sorridere sempre perchè col sorriso rende migliore il mondo.



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