Di sogni ne ho davvero tanti, ma dato che che so già che andarei a parare in argomentazioni banali e magari tediose e soprattuto dato che a certe cose ci tengo in modo quasi possessvo, sono spinto a non esprimermi.
scusi
martedì 22 luglio 2008
I care
Seminario
E' stata proprio una giornata particolare quella del seminario, una di quelle giornate che escono completamente dal contesto accademico. Mi sono proprio divertito quel giorno, è stato tutto molto divertente e leggero.
mi è difficile prendere una posizione circa il rapporto tra il medico e il paziente, ovvero, non stimo assolutamente quella classe di medici "nobili" che si atteggiano e parlano al paziente con un linguaggio completamente estraneo al curato, tuttavia non mi ritrovo un domani nelle vesti di un medico-amicone. Come in tutti rapporti, una certa distanza e segretezza (penso al rapporto ragazzo-ragazza), occorre, così anche nei confronti di un malato il medico non si può far carico anche di tutte le problematiche psicologiche del paziente. Insomma di tematiche da tirar fuori ce ne sarebbero davvero tante, tuttavia rimango della mia opinione: nè medici "nobili" nè medici-clown, ma un via di mezzo, un buon medico.
infine, un ringraziamento particolare a tutti i ragazzi che hanno tirato su so sketch, siete riusciti a divertire una platea di vostri coetanei e a farci fare una cosa impensabile...farci girare Careggi con quel cartello...
E' stata proprio una giornata particolare quella del seminario, una di quelle giornate che escono completamente dal contesto accademico. Mi sono proprio divertito quel giorno, è stato tutto molto divertente e leggero.
mi è difficile prendere una posizione circa il rapporto tra il medico e il paziente, ovvero, non stimo assolutamente quella classe di medici "nobili" che si atteggiano e parlano al paziente con un linguaggio completamente estraneo al curato, tuttavia non mi ritrovo un domani nelle vesti di un medico-amicone. Come in tutti rapporti, una certa distanza e segretezza (penso al rapporto ragazzo-ragazza), occorre, così anche nei confronti di un malato il medico non si può far carico anche di tutte le problematiche psicologiche del paziente. Insomma di tematiche da tirar fuori ce ne sarebbero davvero tante, tuttavia rimango della mia opinione: nè medici "nobili" nè medici-clown, ma un via di mezzo, un buon medico.
infine, un ringraziamento particolare a tutti i ragazzi che hanno tirato su so sketch, siete riusciti a divertire una platea di vostri coetanei e a farci fare una cosa impensabile...farci girare Careggi con quel cartello...
compito 5
La matematica, tra nozioni e dimostrazioni
La matematica è sempre stata per me una disciplina molto interessante. Purtroppo l'ho assaporata solo in superficie poichè dopo le medie decisi di iscrivermi a un liceo classico. nonostante tutto (professori poco movati ad insegnare e soprattutto poco convincenti) l'interesse per tale disciplina è comunque rimasto, anzi, più che il prof "veniva meno" e più mi spingevo nei meandri della matematica per conto mio, traendo magari conclusioni errate ma non per questo scontate ed inutili. Un grande diffetto dell'insegnamento della matematica e più in generale delle matrie scentifiche per quanto riguarda la mia esperienza personale è la discrepanza tra la mole del programma statale e il numero delle ore disponibili, da ciò risulta una conoscenza frammentata e marginale.
In senso più generale, potrei definire la matematica come l'unico vero e proprio linguaggio universale assieme alla musica e, se ci si pensa, è proprio vero: 2+2 in europa o in cina dà sempre e solo 4, altro che lingue diverse addirittura in una stessa nazione!
La matematica è sempre stata per me una disciplina molto interessante. Purtroppo l'ho assaporata solo in superficie poichè dopo le medie decisi di iscrivermi a un liceo classico. nonostante tutto (professori poco movati ad insegnare e soprattutto poco convincenti) l'interesse per tale disciplina è comunque rimasto, anzi, più che il prof "veniva meno" e più mi spingevo nei meandri della matematica per conto mio, traendo magari conclusioni errate ma non per questo scontate ed inutili. Un grande diffetto dell'insegnamento della matematica e più in generale delle matrie scentifiche per quanto riguarda la mia esperienza personale è la discrepanza tra la mole del programma statale e il numero delle ore disponibili, da ciò risulta una conoscenza frammentata e marginale.
In senso più generale, potrei definire la matematica come l'unico vero e proprio linguaggio universale assieme alla musica e, se ci si pensa, è proprio vero: 2+2 in europa o in cina dà sempre e solo 4, altro che lingue diverse addirittura in una stessa nazione!
Compito 3 - PubMed-
E vai, finalmente mi sono deciso anch'io a fare il compito 3! Mi scuso sin da adesso per non aver preseguito i compiti sul blog, ma quest'esame di istologia mi ha davvero portato via un sacco di tempo. Dopo essermi iscritto al sito, ho inizato un pò a pensare a cosa mai avrei potuto cercare... non so da quale parte della mia testa, ma all'improvviso mi è venuta in mente la vasculite. Dunque, inizio a cercare e, ricordandomi dei consigli di un mio amico (mettere delle limitazioni alla tematica richiesta and/not), digito: vasculitis in young. Da qui mi appaiono una cosa come 1000 e passa articoli! AIUTO! Restringo dunque il campo e vado a cercare vasculite alla retina, pensando inizialmente che non esistesse, e invece... La vasculite alla retina è un raro tipo extravasazione sanguigna riscontrabile prevalentemente nei pazienti affetti da tubercolosi oculare a seguito di trattamento con 4 differenti tipi di antibiotici, non sto ora ad elencarli. (tali dati sono stati raccolti dal 2003 al 2004 mediante il recupero di cartelle di 656 pazienti, Repubblica Ceca).
190 parole circa.
sabato 3 maggio 2008
Un sabato da 110 Km
wow! Sono appena tornato da una girata in moto con Paolo e Fede. L'appuntamento era alle 14.30 al Parterre ma ovviamente riesco ad arrivare con 20 minuti di ritardo.
Si parte e si fanno così, senza batter ciglio, circa 40km che sulla faentina sono davvero "adrenalinici". Una volta arrivati in zona Borgo San Lorenzo decido di far il battistrada della combriccola e, grazie al mio pessimo senso dell'orientamento, dopo circa 15 km mi giro e gli altri due non c'erano. Dopo una lunga serie di "auto-accidenti" sento magicamente vibrare il cellulare: fortunatamente era Paolo che, come solo TuttoCittà, riesce a farmi capire dove dovevo andare per riprenderli. Da qui in poi, dopo averli raggiunti, inizia il vero divertimento che va dal Mugello al Giogo: una quantità di curve esagerate, pieghe su pieghe derapate e staccatone al limite a gogò...una libidine!Finalmente al giogo ci prendiamo una pausa per guardare/ammirare/invidiare le moto diciamo più serie delle nostre (scusa meg).
Al ritorno mi ero promesso di stare più attento ma invece, dopo due o tre tornantini con lo scarico di Paolo costantemente negli occhi (gli leggevo quasi il numero di serie!) metto il suzuki-rider nel mirino e mi convinco di superarlo. Aspetto il momento giusto e, alla prima entrata in curva di paolo larga, mi fiondo dentro a capofitto....forse troppo, infatti tiro un lungo come solo biaggi sapeva fare... ah ah ah. Lui, divertito, mi risupera e io umilmente chiedo scusa con un sorriso a 36 denti. Pazzesco!
martedì 22 aprile 2008
domenica 20 aprile 2008
Pistoia & Co's week-end
Dopo innumerevoli disavventure, problemi per concordare i giorni, intoppi dovuti al classico studio arretrato, ieri sera io e Flavio (http://www.flaviolupin.blogspot.com/) partiamo alla volta di "quel" di Pistoia per andare a trovare Lorenzo (http://www.lorenzoborchi88.blogspot.com/).
Dopo aver preso per pura fortuna il treno diretto a Viareggio delle 21.19 arriviamo alla stazione di Pistoia per le 21,52. Eccoti, allora, arrivare Lorenzo a tutto gas con la sua C3 racing (racing l'ho aggiunto io). Inizia così la serata all'insegna del "cazzeggio": ci rechiamo dapprima nella piazzia "cult" di Pistoia si beve qualcosa e poi decidiamo di andare a salutare il Biagio (inutile darvi il suo blog... andatevelo a cercare, è semplicemnte fantastico) il Bisio e Dario (http://www.gerbipp.blogspot.com/) che nel frattempo si trovavano a barboneggiare in un altro locale.
Una volta insieme a loro (il Biagio non c'era però) l'insaziabile Lorenzo sprona tutti ad andare a ballare... decidiamo quindi di optare per Montecatini... [evito i particolari].
A notte inoltrata facciamo ritorno alla reggia del Singnorino Borchi e, dopo una difficile convivenza in tre nel leto (chiedete per conferma a Flavio), ci risvegliamo intorno alle 12 e da li a poco, dopo avr ripreso le proprie carabattole, io e Flavio si ritorna a Firenze!
DI ISTOLOGIA NEANCHE L'OMBRA....
venerdì 18 aprile 2008
senza nome
Come per tutta la sua vita, anche quel giorno si sedette su una panchina, si tolse il cappello e, respirando profondamente, sentì l'aria tiepida ed un fresco profumo primaverile portato dalla brezza. Dopo aver controllato che il cappello fosse ben appoggiato alla rovescia, pose sopra il solito cartello tutto sbiadito: "Sono non vedente, aiutatemi per favore".
Passò di li per caso , nella tarda mattinata, un giovane e notò che nel cappello c'erano pochi spiccioli. Ve ne aggiunse altri e poi prese il cartello, lo rigirò, scrisse un'altra frase e lo rimise al suo posto. Nel tardo pomeriggo, curioso, ripassò e notò che il cappello era pieno di monete e banconote e, riconosciuto dal passo, si sentì chiedere cosa avesse scritto sul cartello, "E' primavera... ed io non la posso vedere", rispose allontanandosi con un sorriso.
A chi merita di vedere la primavera anche se a volte è dura, a chi vorremmo veder sorridere sempre perchè col sorriso rende migliore il mondo.
domenica 13 aprile 2008
quanto ne capisci di windsurf e moto?
Test di moto/ wind-surf
1) Strambare vuol dire:
a) virare con vento in poppa
b) virare con vento in prua
2) Come si chiama l’elemento che unisce la ruota anteriore con lo sterzo? …………….
3) Qual è il nome tecnico della sbandata con il wind-surf :
a) body drug
b) burn out
c) spin out
4) Che numero porta Marco Melandri:
a) 46
b) 65
c) 33
5) Nelle moto GP dove è ubicata la pedalina del freno posteriore:
a) a destra
b) a sinistra
c) nelle GP non c’è
6) Descrive la planata in windsurf (max 3 righe):
…………………………………………………………………………………………
………………………………………………………………………………………....
………………………………….................................................................
7) Quanti cavalli hanno, all’incirca, le moto GP:
a) 110cv/150cv
b) 180cv/200cv
c) 220cv/260cv
8) Nelle moto Gp dove è situata la leva della frizione:
a) a sinistra
b) nelle moto Gp non c’è
c) a destra
9) Che numero ha Capirossi:
a) 15
b) 69
c) 65
10) PROBLEMA: Se ho un vento costante di 12 nodi e ho montato una vela di 8mq su una tavola free-ride:
a) planerò
b) planerò, ma non costantemente
c) non planerò
Per rispondere alle domande basta "commentare" il post scrivendo, ad esempio, 1 b, 2ammortizzatore, 3c... io vi risponderò quanto prima per dirvi se siete passati o meno. buona fortuna!
1) Strambare vuol dire:
a) virare con vento in poppa
b) virare con vento in prua
2) Come si chiama l’elemento che unisce la ruota anteriore con lo sterzo? …………….
3) Qual è il nome tecnico della sbandata con il wind-surf :
a) body drug
b) burn out
c) spin out
4) Che numero porta Marco Melandri:
a) 46
b) 65
c) 33
5) Nelle moto GP dove è ubicata la pedalina del freno posteriore:
a) a destra
b) a sinistra
c) nelle GP non c’è
6) Descrive la planata in windsurf (max 3 righe):
…………………………………………………………………………………………
………………………………………………………………………………………....
………………………………….................................................................
7) Quanti cavalli hanno, all’incirca, le moto GP:
a) 110cv/150cv
b) 180cv/200cv
c) 220cv/260cv
8) Nelle moto Gp dove è situata la leva della frizione:
a) a sinistra
b) nelle moto Gp non c’è
c) a destra
9) Che numero ha Capirossi:
a) 15
b) 69
c) 65
10) PROBLEMA: Se ho un vento costante di 12 nodi e ho montato una vela di 8mq su una tavola free-ride:
a) planerò
b) planerò, ma non costantemente
c) non planerò
Compito UNO, finalmente
Significato e tipi di MODEM
Questo dispositivo permette la MOdulazione e la DEModulazione dei segnali contenenti le informazioni. Dalle iniziali di queste due funzioni principali il dispositivo prende appunto il nome di MODEM. In altre parole, sequenze di bit vengono ricodificate come segnali acustici, che appaiono come dei fischi. Il modem è anche una componente fondamentale del FAX.
Per quanto concerne invece i tipi di modem, la prima distinzione che si deve fare è il tipo di supporto trasmissivo: il "filo" telefonico e quello che c'è lungo il suo percorso o, più propriamente, la banda passante di questo "filo". Per maggiore precisione, questo "filo" è un doppino telefonico (o coppia telefonica) con particolari caratteristiche costruttive ed elettriche: l’impedenza (quella che tanto abbiamo detestato a Fisica).
I modem ADSL sono dei modem solitamente esterni che consentono di usufruire della linea digitale dati ad alta velocità ADSL. La velocità varia dai 640kbps sino ai 20-30 Mbps in base all'operatore telefonico, e alla rete utilizzata. Recentemente sono usciti VOIP modem che consentono di avere una seconda linea telefonica su rete internet. Infine, si sono diffusi i router WLAN , che permettono di navigare senza in rete casalinga, collegandoli alla linea, a condizione di possedere una scheda di rete senza fili.
202 parole (non considerando il titolo)
Questo dispositivo permette la MOdulazione e la DEModulazione dei segnali contenenti le informazioni. Dalle iniziali di queste due funzioni principali il dispositivo prende appunto il nome di MODEM. In altre parole, sequenze di bit vengono ricodificate come segnali acustici, che appaiono come dei fischi. Il modem è anche una componente fondamentale del FAX.
Per quanto concerne invece i tipi di modem, la prima distinzione che si deve fare è il tipo di supporto trasmissivo: il "filo" telefonico e quello che c'è lungo il suo percorso o, più propriamente, la banda passante di questo "filo". Per maggiore precisione, questo "filo" è un doppino telefonico (o coppia telefonica) con particolari caratteristiche costruttive ed elettriche: l’impedenza (quella che tanto abbiamo detestato a Fisica).
I modem ADSL sono dei modem solitamente esterni che consentono di usufruire della linea digitale dati ad alta velocità ADSL. La velocità varia dai 640kbps sino ai 20-30 Mbps in base all'operatore telefonico, e alla rete utilizzata. Recentemente sono usciti VOIP modem che consentono di avere una seconda linea telefonica su rete internet. Infine, si sono diffusi i router WLAN , che permettono di navigare senza in rete casalinga, collegandoli alla linea, a condizione di possedere una scheda di rete senza fili.
202 parole (non considerando il titolo)
sabato 5 aprile 2008
Giovedì a Magione
Salve a tutti,
giovedì scorso sono andato per la prima volta in pista con la mia moto (Ducati monster 620cc) a Magione. E' stata un'esperienza a dir poco elettrizzante: pieghe su pieghe, rombi di motori assordanti ma allo stesso tempo musicali, entrate ed uscite di curva che mettono in crisi tutte le rigide leggi della fisica. Davvero PAZZESCO.
Insomma, inizio il mio primo turno della mattina verso le 9.45 e già al primo giro finisco per fare un bel lungo come dio comanda.... vai per prati! Poi mi sono detto di stare più attento, tuttavia il feeling con la pista e sopratutto con gli stivali proprio non c'era. Finisco il turno dopo una ventina di minuti e rientro ai box un pò sconsolato. Riparto dopo un quarto d'ora, dopo che il nostro meccanico mi aveva risistemato un pò le sospensioni. Finalmente riesco a fare un giro decente; ad uscire di curva con tutta la manopola del gas aperta fino all'esasperazione, andando a cercare il cordolo in uscita curva. Avevo fatto il pieno di adernalina, però i tempi ancora non pagavano del tutto. Lascio quindi la moto ai box e aspetto che si raffreddi un pò il motore (134° fatti in rettilineo!). Rientro a girare dopo circa mezz'ora (non pensavo che stancassero così tanto due turni da 20 minuti), ed ecco che finalmente arriva un tempo interessante 1.33'6''. finalmente soddisfatto, vado a mangiare con il team Honda (un ducatista che mangia alla tavola dei serpenti). Verso le tre si inizia a girare e boom due motociclisti appena dietro di me cadono, pista bloccata perchè scivolosa. Dopo circa 20 minuti, a pista riaperta, inizio a martellare1.33 basso per circa 10 giri, rientro a i box, indurisco un pò il posteriore e appena in forze rientro e subito faccio segnare 1.32' netto, non male mi dico, continuo quindi a macinare chilometri su chilometri (i più belli della mia vita) ma non riesco ad abbattre il muro del 32... mi dico allora che per la moto che ho, fare "solo"5-6 secondi in più di un 600cbr non è poi male.
Ritorno a casa col sorriso stampato in faccia, felice e bello rilassato.
Ringrazio tantissimo Paolo Carrai (andate a vedere il suo blog, sopratutto se siete appassionati di moto) per avermi prestato la tuta. Grazie ancora
sabato 15 marzo 2008
IL BUONGIORNO
Buongiorno a tutti... cavolo, mi sono svegliato da poco più di mezz'ora mentre ieri sera mi ero giurato che avrei cominciato a studiare almeno dalle 10 all 13 anatomia.... boom mi è suonata la sveglia alle 9 e mezzo e l'ho direttamente mandata a quel paese con un profondo e sentito "vaffa....". Ora sono qui senza aver fatto praticamente niente... via, andrò ad aprire almeno il libro, ciao ciao
venerdì 14 marzo 2008
CONSIGLIO
un consiglio a tutti, anche a non amanti della poesia: andatevi a leggere "lentamente muore" di Pablo Neruda, poi se vi va se ne parla, ciao ciao
la mia Emily
SFOGO PER L’AMATA PERDUTA
Hanno portato via la mia Emily.
Mi sento vuoto, anzi, non mi sento proprio. Nonostante fosse un misero 50cc, Emily era una tra le cose più importanti che avevo. La curavo, la pulivo, tentavo di renderla ogni giorno più bella. Mi ero proprio innamorato. E, come quando si è veramente innamorati, non badavo a spese, mettevo sempre in secondo piano tutti gli altri impegni. Oggi, 27/03/05, me l’hanno portata via davanti a me, senza che io potessi far niente. Ero lì, inerme, con le spalle ricurve, le braccia lungo i fianchi, i pugni stretti per il dolore e la gola impietrita. I miei occhi si stavano sempre più riempiendo di lacrime e di odio. Mia madre, capita la situazione, mi diceva di non guardare, tuttavia volevo avere nella mente quest’ultimo ricordo. E come in tutti i peggiori film, mentre un tizio la stava legando a forza sopra il carro attrezzi, ripensavo a tutti i nostri momenti felici ed infelici, alle nostre corse per le campagne, per i viali di notte, ho pensato a quando la verniciavo con paziente costanza dal Vichi, a quando ero costretto a partire con la rincorsa perché non avevo ancora comprato il motore d’avviamento.
Emily significava tantissimo per me, non c’era momento in cui non volessi andare da lei, anche solo per farle qualche carezza o cercare quelle piccole imperfezioni che avrei voluto perfezionare. Quando la mattina era bel tempo ci andavo a scuola e, uscendo una o due ore prima, mi divertivo a “smanettare” per tutta la Faentina.
Prima che la municipale la portasse via mi sono seduto sopra di lei, le ho abbracciato il serbatoio, mi sono accovacciato dietro il cupolino e, consapevole di una prossima nostalgia, ho aperto il gas, sfiorato la frizione e scalato due o tre marce in memoria degli ormai vecchi tempi…
Forse le sono così legato dal momento che questa è una moto che mi sono fatto praticamente da solo. Non mi prendo il merito, che spetta al grande Roberto Pavi, di aver praticamente rimesso a nuovo l’intero gruppo termico, mi prendo invece il merito di essermi accontentato, di aver pazientato e di non aver mai smesso di sognare grandi progetti, forse irrealizzabili, per noi due, mentre tutti mi prendevano in giro, ironicamente, dicendomi: "Ma dai! È solo un cinquantino, tra un po’ ti verrà a noia, fidati."
Questa è la storia. Semplice e soprattutto realistica. Sfortunatamente non c’è sempre il lieto fine nelle cose che accadono nella realtà, i problemi si affrontano e, quando non si riesce a venirne a capo, ne paghiamo le dure conseguenze come realtà comanda.
Hanno portato via la mia Emily.
Mi sento vuoto, anzi, non mi sento proprio. Nonostante fosse un misero 50cc, Emily era una tra le cose più importanti che avevo. La curavo, la pulivo, tentavo di renderla ogni giorno più bella. Mi ero proprio innamorato. E, come quando si è veramente innamorati, non badavo a spese, mettevo sempre in secondo piano tutti gli altri impegni. Oggi, 27/03/05, me l’hanno portata via davanti a me, senza che io potessi far niente. Ero lì, inerme, con le spalle ricurve, le braccia lungo i fianchi, i pugni stretti per il dolore e la gola impietrita. I miei occhi si stavano sempre più riempiendo di lacrime e di odio. Mia madre, capita la situazione, mi diceva di non guardare, tuttavia volevo avere nella mente quest’ultimo ricordo. E come in tutti i peggiori film, mentre un tizio la stava legando a forza sopra il carro attrezzi, ripensavo a tutti i nostri momenti felici ed infelici, alle nostre corse per le campagne, per i viali di notte, ho pensato a quando la verniciavo con paziente costanza dal Vichi, a quando ero costretto a partire con la rincorsa perché non avevo ancora comprato il motore d’avviamento.
Emily significava tantissimo per me, non c’era momento in cui non volessi andare da lei, anche solo per farle qualche carezza o cercare quelle piccole imperfezioni che avrei voluto perfezionare. Quando la mattina era bel tempo ci andavo a scuola e, uscendo una o due ore prima, mi divertivo a “smanettare” per tutta la Faentina.
Prima che la municipale la portasse via mi sono seduto sopra di lei, le ho abbracciato il serbatoio, mi sono accovacciato dietro il cupolino e, consapevole di una prossima nostalgia, ho aperto il gas, sfiorato la frizione e scalato due o tre marce in memoria degli ormai vecchi tempi…
Forse le sono così legato dal momento che questa è una moto che mi sono fatto praticamente da solo. Non mi prendo il merito, che spetta al grande Roberto Pavi, di aver praticamente rimesso a nuovo l’intero gruppo termico, mi prendo invece il merito di essermi accontentato, di aver pazientato e di non aver mai smesso di sognare grandi progetti, forse irrealizzabili, per noi due, mentre tutti mi prendevano in giro, ironicamente, dicendomi: "Ma dai! È solo un cinquantino, tra un po’ ti verrà a noia, fidati."
Questa è la storia. Semplice e soprattutto realistica. Sfortunatamente non c’è sempre il lieto fine nelle cose che accadono nella realtà, i problemi si affrontano e, quando non si riesce a venirne a capo, ne paghiamo le dure conseguenze come realtà comanda.
venerdì 7 marzo 2008
loris e chiara
Storia di Loris e Chiara
“Le fregature peggiori non sono le mancate realizzazioni di utopie, ma la rinuncia ad immaginarle.”
Conoscevo, un po’ di tempo fa, Loris e Chiara: ragazzi giovani, semplici e senza falsità. Amavano la vita; agli occhi di tutti stavano bene insieme; erano affiatati, scherzavano l’ un con l’altra senza eccedere oltremodo. Mi ricordo ancora quando li vidi camminare mano nella mano sotto la pioggia schizzandosi con le piccole “pozzettine” che si erano formate sulle incavature del marciapiede.
Loris era un ragazzo scherzoso, simpatico e un po’ “pazzerello”, non si può tuttavia dire che fosse un ragazzo prudente, ma, per sua fortuna, aveva incontrato Quella persona che, standogli vicino, lo educava, rendendolo più giudizioso e più costante. Chiara era per lui un efficace mezzo per rimanere sulla retta via.
Erano una coppia bilanciata, quasi alla perfezione, complementari l’uno per l’altra: ad ogni eccesso da parte di Loris, c’era Chiara che, magistralmente, come solo una donna avrebbe saputo fare, lo moderava.
A descriverli in tale maniera si potrebbe ipotizzare che tutt’ora questo loro particolare rapporto continui a durare, ma non è così. I due, che nessuno avrebbe immaginato divisi, si persero per un motivo alquanto oscuro, talmente oscuro che lo stesso Loris ne rimase impietrito e, forse per rabbia, forse per dolore, ricominciò pian piano a fare tutte quelle stupidate e bravate, che un tempo quella “Maestra” gli aveva insegnato a non fare.
All’interno di questa storia, Loris riveste più di un ruolo, non va limitato e liquidato come semplice ragazzo immaturo. Egli, sotto la sua maschera, celava un’anima fantasiosa e creativa, un’anima alla continua ricerca di emozioni, un’anima che amava vivere ogni singolo momento di vita al massimo delle aspettative. Per fare un esempio, se si fosse presentata l’opportunità di vivere in paradiso o all’inferno, avrebbe rischiato tra questi invece di accontentarsi del purgatorio. Con Chiara infatti, ad un certo momento della loro vita amorosa, si sentì in dovere di dirle, senza troppi rigiri di parole, che il suo sentimento era giunto ad uno stadio più profondo, l’innamoramento. Fu, penso, per questo motivo che Chiara avvertì la propria inadeguatezza di fronte alle serie parole di Loris (l’alunno che supera la maestra). Ebbe paura di andare incontro ad un futuro cieco, quindi, per viltà, scelse una via di mezzo: abbandonare Loris, prima che il loro rapporto prendesse una piega più seria. Allora: è forse “questa viltà” delle donne che noi chiamiamo saggezza?
A differenza di tanti altri ragazzi Loris reagì, grazie anche a tanti altri fattori esterni, immaginando di poterla riconquistare. Le inviò una lettera nella quale si poteva facilmente evincere quanto quello sfortunato, ma profondo ragazzo, fosse riuscito ad aprirsi, a spogliarsi delle convenzioni sociali e perfino del suo orgoglio; con quella lettera aveva tentato “il tutto per tutto”; come un giocatore di roulette che, alla sua ultima mano, decide di giocarsi tutti i suoi denari: se vince potrà finalmente coronare tutti i suoi sogni, se perde, invece, ci sarà il nulla più totale, lo smarrimento, la paura. Beh, per il nostro amico Loris, Chiara era proprio come quella maledetta roulette e quell’ultima e sofferta lettera era tutto ciò che egli stesso era. Passarono uno, due, tre giorni e lei non si fece più sentire, solo dopo una settimana riuscì a trovare quel briciolo di coraggio che le permise di annientare, demolire definitivamente Loris.
Dopo circa un mesetto il nostro amico, come un marinaio naufragato, approdò su una riva, a lui ancora sconosciuta, si rialzò traballando, tentando, con l’aiuto del tempo, di dimenticare la causa del suo naufragio.
Oggi egli non è pentito di aver manifestato i suoi reali sentimenti, poiché ha dimostrato di non aver paura e di non vergognarsi di sognare. Se infatti, non tentasse di realizzare i suoi desideri più profondi si sentirebbe piatto ed interiormente vuoto. Adesso è un po’ triste, soprattutto quando pensa alla sua Maestra: aspetta di dimenticarla, talvolta aspetta, di certo, una sua telefonata, tuttavia, anche se potesse ritornare indietro agirebbe allo stesso modo.
“Le fregature peggiori non sono le mancate realizzazioni di utopie, ma la rinuncia ad immaginarle.”
Conoscevo, un po’ di tempo fa, Loris e Chiara: ragazzi giovani, semplici e senza falsità. Amavano la vita; agli occhi di tutti stavano bene insieme; erano affiatati, scherzavano l’ un con l’altra senza eccedere oltremodo. Mi ricordo ancora quando li vidi camminare mano nella mano sotto la pioggia schizzandosi con le piccole “pozzettine” che si erano formate sulle incavature del marciapiede.
Loris era un ragazzo scherzoso, simpatico e un po’ “pazzerello”, non si può tuttavia dire che fosse un ragazzo prudente, ma, per sua fortuna, aveva incontrato Quella persona che, standogli vicino, lo educava, rendendolo più giudizioso e più costante. Chiara era per lui un efficace mezzo per rimanere sulla retta via.
Erano una coppia bilanciata, quasi alla perfezione, complementari l’uno per l’altra: ad ogni eccesso da parte di Loris, c’era Chiara che, magistralmente, come solo una donna avrebbe saputo fare, lo moderava.
A descriverli in tale maniera si potrebbe ipotizzare che tutt’ora questo loro particolare rapporto continui a durare, ma non è così. I due, che nessuno avrebbe immaginato divisi, si persero per un motivo alquanto oscuro, talmente oscuro che lo stesso Loris ne rimase impietrito e, forse per rabbia, forse per dolore, ricominciò pian piano a fare tutte quelle stupidate e bravate, che un tempo quella “Maestra” gli aveva insegnato a non fare.
All’interno di questa storia, Loris riveste più di un ruolo, non va limitato e liquidato come semplice ragazzo immaturo. Egli, sotto la sua maschera, celava un’anima fantasiosa e creativa, un’anima alla continua ricerca di emozioni, un’anima che amava vivere ogni singolo momento di vita al massimo delle aspettative. Per fare un esempio, se si fosse presentata l’opportunità di vivere in paradiso o all’inferno, avrebbe rischiato tra questi invece di accontentarsi del purgatorio. Con Chiara infatti, ad un certo momento della loro vita amorosa, si sentì in dovere di dirle, senza troppi rigiri di parole, che il suo sentimento era giunto ad uno stadio più profondo, l’innamoramento. Fu, penso, per questo motivo che Chiara avvertì la propria inadeguatezza di fronte alle serie parole di Loris (l’alunno che supera la maestra). Ebbe paura di andare incontro ad un futuro cieco, quindi, per viltà, scelse una via di mezzo: abbandonare Loris, prima che il loro rapporto prendesse una piega più seria. Allora: è forse “questa viltà” delle donne che noi chiamiamo saggezza?
A differenza di tanti altri ragazzi Loris reagì, grazie anche a tanti altri fattori esterni, immaginando di poterla riconquistare. Le inviò una lettera nella quale si poteva facilmente evincere quanto quello sfortunato, ma profondo ragazzo, fosse riuscito ad aprirsi, a spogliarsi delle convenzioni sociali e perfino del suo orgoglio; con quella lettera aveva tentato “il tutto per tutto”; come un giocatore di roulette che, alla sua ultima mano, decide di giocarsi tutti i suoi denari: se vince potrà finalmente coronare tutti i suoi sogni, se perde, invece, ci sarà il nulla più totale, lo smarrimento, la paura. Beh, per il nostro amico Loris, Chiara era proprio come quella maledetta roulette e quell’ultima e sofferta lettera era tutto ciò che egli stesso era. Passarono uno, due, tre giorni e lei non si fece più sentire, solo dopo una settimana riuscì a trovare quel briciolo di coraggio che le permise di annientare, demolire definitivamente Loris.
Dopo circa un mesetto il nostro amico, come un marinaio naufragato, approdò su una riva, a lui ancora sconosciuta, si rialzò traballando, tentando, con l’aiuto del tempo, di dimenticare la causa del suo naufragio.
Oggi egli non è pentito di aver manifestato i suoi reali sentimenti, poiché ha dimostrato di non aver paura e di non vergognarsi di sognare. Se infatti, non tentasse di realizzare i suoi desideri più profondi si sentirebbe piatto ed interiormente vuoto. Adesso è un po’ triste, soprattutto quando pensa alla sua Maestra: aspetta di dimenticarla, talvolta aspetta, di certo, una sua telefonata, tuttavia, anche se potesse ritornare indietro agirebbe allo stesso modo.
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